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In allegato il modulo da compilare, sottoscrivere e inviare via PEC a servizio.protocollo@comunecassino.telecompost.it indirizzata all’area tecnica del Comune di Cassino, servizio di protezione civile. I cittadini da subito potranno fotografare […]

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La distruzione di Cassino

La riduzione di Montecassino ad un ammasso di rovine aveva consentito ai soldati germanici di utilizzare a proprio vantaggio il luogo, rendendo ancora più arduo lo sforzo alleato per oltrepassare la Linea Gustav. Inoltre tra le case della sottostante Cassino si annidavano numerose batterie tedesche che impedivano l’avanzata dei loro carri armati.

La città era già stata gravemente colpita dall’aviazione anglo americana a partire dal 10 settembre 1943; le macerie delle case rendevano ancor più difficoltosa ogni manovra di attacco.

In tale contesto maturò ancora una volta la scellerata decisione di utilizzare le fortezze volanti per un’azione decisiva. Cassino, ormai, non era più una città – la popolazione civile era stata da tempo deportata altrove dai tedeschi -: era semplicemente un obiettivo militare. Fu così che la mattina del 15 mar zo 1944, dal le ore 8,30, per circa sette ore, gli aerei alleati lasciarono cadere sulla città oltre 1.250 tonnellate di bombe ad alto esplosivo.

Alcune bombe caddero anche sul posto di comando del Corpo di spedizione Francese a Venafro, a 25 chilometri da Cassino, sul quartier generale dell’8ª Armata e sulle postazioni di artiglieria neozelandesi, causando 75 morti e 250 feriti tra i militari; le vittime della popolazione civile italiana non si contarono. Al termine del bombardamento iniziò un violentissimo fuoco di artiglieria sulle rovine di Cassino, su Montecassino e zone circostanti: vennero sparate circa 200.000 granate. A sera, della città, restarono solo macerie fumanti.

Nell’operazione erano stati impiegati oltre 500 bombardieri medi e pesanti, 200 cacciabombardieri, 750 cannoni, 400 carri armati contro circa 350 paracadutisti tedeschi che presidiavano la città. Cassino fu resa martire, ma anche il suo sacrificio fu inutile!

Testo e immagini tratte da “La Memoria di Pietra”, a cura di Emilio Pistilli
CDSC Onlus, Cassino 2004


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