Riapertura degli istituti scolastici superiori da lunedì 11 novembre

Il sindaco Enzo Salera ha comunicato la riapertura degli istituti scolastici superiori

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Pianificazione urbanistica

Il Comune di Cassino ha avviato l’iter per la redazione del nuovo Piano Regolatore Generale con l’approvazione del DOCUMENTO PRELIMINARE DI INDIRIZZO redatto dall’Arch. Vezio De Lucia e approvato con la delibera di consiglio comunale n 34 del 11 maggio 2015: Formazione del nuovo PUCG (Piano Urbanistico Comunale Generale). Approvazione del documento preliminare di indirizzo ai sensi dell’art.32 della L.R. 38/99 e del rapporto di valutazione ambientale strategica preliminare (VAS), ai sensi dell’ art.13, comma l, D.Lgs. 152/2006.

Il 27 marzo 2012 Vezio De Lucia ha illustrato il Rapporto sulla pianificazione urbanistica a tutto il Consiglio comunale e alla presenza dei cittadini di Cassino.

A metà strada fra Roma e Napoli, al confine fra Lazio e Campania, importante nodo stradale fin dalla più remota antichità, Cassino è nota in tutto il mondo per essere stata distrutta, insieme all’Abbazia di Montecassino, dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Una città martire, come Bastogne, Coventry, Danzica, Varsavia, Rotterdam, Berlino, Dresda, Stalingrado, Hiroshima,
Nagasaki. Ma, a differenza di altri luoghi, la ricostruzione non fu colta come opportunità per proporre un assetto nuovo e razionale. Fatto salvo il rifacimento dell’Abbazia, completato all’inizio degli anni Sessanta, la riedificazione di Cassino fu affrontata in modo del tutto insoddisfacente, e non conforta se lo stesso fu nel resto d’Italia (da Napoli a Milano, a Pescara, a Civitavecchia), tra l’altro accantonando la pur nuovissima legge urbanistica per mettere mano ad approssimativi piani di ricostruzione.
L’urbanistica di Cassino, soprattutto negli ultimi trent’anni, si è consumata – con un enorme spreco di tempo e di risorse – nella formazione di piani, generali e particolareggiati, di varianti, di proposte comunque denominate, senza mai raggiungere gli obiettivi stabiliti, lasciando campo libero alla speculazione fondiaria dilagata in tutte le direzioni: l’episodio più scandaloso è stato senz’altro la sepoltura delle sorgenti sotto le fondazioni degli scempi edilizi fra Via Gaetano Di Biasio e Via Arigni. E un’importante occasione perduta è stata l’Università, che poteva fare di Cassino un luogo come Urbino o Camerino, con l’Università che coincide con la città. Si è invece insensatamente adottato il modello del campus, clamorosamente fuori scala e fuori luogo. Così l’Università è diventata un sito alieno e sconnesso dal centro, anche rischioso da raggiungere a piedi o in bicicletta.
L’impressionante disegno a pag. 58 meglio di ogni descrizione mostra l’inaudita espansione della città attuale, sparsa nella campagna, a bassissima densità, senza forma e senza speranza. La superficie urbanizzata che nel 1992 era già pari a 1.080 ettari, in appena 18 anni è cresciuta del 25%, raggiungendo nel 2010 l’estensione ragguardevole di 1.360 ettari, mentre è rimasto sostanzialmente invariato il numero degli abitanti.
Ma nonostante tutto di Cassino restano riconoscibili e vitali alcuni elementi del paesaggio e dell’assetto territoriale: oltre duemila ettari di boschi e spazi in condizioni di natura; l’ancora vasto capitale rurale risparmiato dalla disseminazione edilizia, caratterizzato dai lineamenti antichi dell’agricoltura promiscua; l’articolata ricchezza di beni storici e culturali (dall’Abbazia ai cimiteri di guerra, dalla Rocca Ianula agli antichi percorsi); la stessa incancellabile configurazione di città-crocevia, non negata dall’infinito disordine
delle recenti espansioni.
Le proposte che formuliamo – dopo aver analizzato i dati fondamentali della condizione urbana di Cassino, i suoi problemi antichi e quelli emergenti – puntano sull’obiettivo primario della riqualificazione. Che non va intesa come un’espressione generica e buona per tutte le circostanze, ma come applicazione di un modello di trasformazione agli antipodi rispetto a quello della espansione-diffusione che finora ha comandato lo sviluppo urbano. E perciò la riqualificazione deve consistere, in primo luogo, nel più
rigoroso contenimento del consumo del suolo.
Chiarendo bene che stop al consumo del suolo non significa sviluppo zero. Significa viceversa che il pur cospicuo spazio per nuove residenze, servizi e altre attività va reperito nell’ambito degli attuali tessuti urbani dissestati e scompaginati, cioè all’interno delle aree sottoutilizzate, abbandonate, degradate (una prima contabilità in termini di domanda e offerta di spazi è esposta nelle pagine seguenti).
Quello che indichiamo non è un percorso semplice, né scontato. E pensiamo di non debordare dal nostro ambito di competenze esclusivamente tecniche se mettiamo in evidenza che grava soprattutto sulla nuova amministrazione la responsabilità di far fronte adeguatamente alla pesante situazione ereditata. È bene anche ripetere che in urbanistica non sono disponibili soluzioni
prêt à porter. Ma è anche vero che se non si avvia subito un cambio di passo nel governo del territorio, l’ulteriore peggioramento delle condizioni di vita sarà inesorabile.
Sono queste le ragioni che inducono a proporre un sostanziale punto e a capo, vale a dire la formazione di un nuovo piano, scansando la strada ambigua del piccolo cabotaggio e delle soluzioni estemporanee. Insomma, facendo tesoro delle esperienze trascorse, la formazione di un nuovo piano urbanistico comunale generale (Pucg) non dev’essere un’avventura di cui non si
conoscono i tempi e i modi della conclusione: procedendo con determinazione e trasparenza, in circa due anni si può pervenire alla sua definiva approvazione.

di Vezio De Lucia, dal Rapporto sulla pianificazione urbanistica, 2012 

Ufficio di riferimento: SERVIZIO Pianificazione Urbanistica e Territoriale – Toponomastica – Depenalizzazione, ERP ed Assegnazione alloggi

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RESPONSABILE PISANI FEDERICO

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