Cassino: Scittarelli al convegno Mayors for Peace di Firenze

 Comunicato del: 29-11-2007 


 
Anche la città di Cassino, con il sindaco Bruno Vincenzo Scittarelli, accompagnato dal suo capo di gabinetto dott. Gianni Lena, ha partecipato all’incontro dei sindaci per la Pace “Mayors for Peace”, svoltosi a Firenze, nel suggestivo salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
Al centro dell’incontro il convegno sul tema “Le Città non sono bersagli. Liberiamo il mondo dalle atomiche”.
Ha aperto i lavori il sindaco di Firenze, vice presidente Mayors for Peace, Leonardo Domenici.
A seguire gli interventi del presidente, il sindaco di Hiroshima, Akiba adatoshi, il sindaco di Nagasaki e co-presidente Tomihisa Taue, i sindaci delle città sedi di basi atomiche Ghedi, Aviano e Peer, ed il sindaco di Cassino Bruno Vincenzo Scittarelli (nella foto con al tavolo dei relatori i sindaci di Hiroshima, Firenze e Nagasaki) che, nel suo intervento, ha detto:
E’, questa, un’occasione propizia per portare il messaggio di pace della città di Cassino, che ho l’onore di rappresentare; quel messaggio di pace della terra di San Benedetto, tanto martoriata dalla barbarie della seconda guerra mondiale.
Forti di questa dolorosissima esperienza, che fu una vera e propria tragedia umana, e convinti più che mai che la pace non si conquista con l’armamento nucleare, la nostra città ha da tempo bandito, a norma di statuto, il nucleare bellico.
Per questo nobile motivo che anima il MAYORS FOR PEACE, la città di Cassino si unisce al coro unanime e universale di tutti i popoli di buona volontà,che hanno aderito a questa iniziativa e che dicono no alla guerra, a tutte le guerre, no al nucleare per scopi non pacifici.
Assistiamo purtroppo ancora oggi, e spesso impotenti, alla corsa senza ostacoli all’armamento nucleare, che alcune nazioni stanno compiendo sotto le mentite spoglie di una ricerca scientifica e tecnologica, per il progresso e il bene dell’umanità. Esperimenti che arbitrariamente vengono coltivati, a dispetto di quei sacrosanti principi di libertà, vita, solidarietà, pace, sono una chiara manifestazione che la barbarie non conosce limiti e che, annidata nell’intimo dell’uomo, spesso, troppo spesso prende il sopravvento.
Siamo tutti consapevoli che la corsa al nucleare per scopi non pacifici apre le porte a un’avventura, dalla quale è difficile fare ritorno, in quanto tutti siamo minacciati dalla catastrofe nucleare.
Gli stessi governanti delle nazioni più potenti negli anni sessanta, come Krusciov e Kennedy, illuminati dallo spirito di saggezza, evitarono uno scontro nucleare.
Nel tempo la minaccia nucleare si è fatta sempre più pressante, sempre più probabile, nonostante gli accorati appelli ora delle Nazioni Unite, ora della Santa Sede, ora degli organismi internazionali umanitari.
Valga per tutti l’appello che il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto alle nazioni il 29 Luglio u.s. in occasione del 50° anniversario dell’entrata in vigore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica(A.I.E.A.), istituita con il mandato di “ sollecitare ed accrescere il contributo dell’energia atomica alle cause della pace, della salute e della prosperità in tutto il mondo” (Art.II dello Statuto).
E’ innegabile il fatto che la natura umana contenga in sé il germe della violenza, che si traduce spesso nella prevaricazione, nella volontà di esprimere la propria superiorità sull’altro uomo.
La stessa natura umana, tuttavia, è dotata anche di intelligenza, di quella intelligenza che è capace di mettersi al servizio dell’uomo e della comunità, soprattutto capace di mettersi dalla parte dei più poveri e dei più deboli.
In questa prospettiva lo stesso trattato che pone fine alla proliferazione delle armi nucleari dal 1968 e con le successive integrazioni, è un segnale forte e chiaro per dire no agli armamenti nucleari.
L’Europa dei popoli, il mondo delle nazioni oggi necessitano di pace, prosperità e serenità. Per ciò stesso il ricorso agli armamenti nucleari, agli esperimenti e a quant’altro possa tradursi in uno strumento di morte e distruzione, deve essere frenato con tutte le nostre forze, nell’attesa che siano anche le organizzazione internazionali a mettere in atto tutte le strategie per sconfiggere in modo definitivo la corsa agli armamenti nucleari.
E’ la prospettiva indicata fin dal 1968, cui hanno fatto eco non solo le varie rivisitazioni del trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari, ma anche tutti i pronunciamenti che si sono verificati nel corso degli anni.
Il fatto che qualche nazione continui ad effettuare test atomici, sta a significare che da parte degli organismi internazionali e istituzionali occorre una assidua vigilanza , affinché venga definitivamente bandito qualsiasi uso illegittimo delle tecnologie nucleari e vengano, invece, perseguiti programmi di solidarietà e di pace, di cui il mondo ha realmente bisogno.
Questa dovrà essere, infatti, la sfida del futuro per noi, ma soprattutto per i nostri figli, per le nuove generazioni, che, non avendo conosciuto gli orrori della guerra, potrebbero essere un facile bersaglio da parte di coloro che seminano violenza e distruggono il processo di pace.
E’ necessario che gli organismi internazionali facciano la loro parte, promuovendo ad ogni livello l’educazione alla mondialità, per la costruzione di un mondo migliore, senza armi, la cui unica legge possa essere quella della solidarietà.
Anche a livello locale, è necessario che i Comuni che hanno aderito all’iniziativa, operino, di concerto con le scuole di ogni ordine e grado, affinché le nuove generazioni vengano costantemente educate alla solidarietà, che costituisce l’ultimo atto di un processo educativo, da cui deve essere bandito ogni ricorso alla guerra per risolvere le controversie.
E’, questo, un impegno che assume carattere prioritario in una prospettiva di educazione alla mondialità, per costruire, appunto, “un futuro senza atomiche”, affinché le città, come affermato nell’appello degli aderenti al Mayors for Peace, “non siano bersagli”.
Le agenzie educative come la scuola, le istituzioni, le associazioni, sono chiamate tutte a promuovere un progetto, che, nel mettere al centro sempre la persona, ne salvaguardino il diritto all’esistenza e alla dignità, che sono valori imprescindibili nella prospettiva di un mondo migliore.
Al termine del convegno il sindaco Domenici ha lanciato un appello (in allegato) sottoscritto da tutti i sindaci e dai presidenti delle province aderenti all’associazione Mayors for Peace.
Già nel settembre del 2005 più di 100 Sindaci, tra cui il sindaco Scittarelli di Cassino, hanno incontrato a Firenze il Presidente Akiba Tadatoshi, sindaco di Hiroshima,
Da allora è fiorito un susseguirsi di attività nei Comuni e nelle Province aderenti finalizzate alla ricerca della Pace e alla moratoria del nucleare.
Precedentemente ad Hiroshima la tragedia del bombardamento atomico del secondo conflitto bellico è stata ricordata alla presenza di Mayors for peace, in occasione del 60° anniversario.
APPELLO
Noi, membri italiani di MAYORS FOR PEACE, riuniti a Firenze per ribadire che "LE CITTÀ NON SONO BERSAGLI!", rinnoviamo il nostro impegno e la nostra ferma determinazione per un mondo libero da armi nucleari.
La campagna "2020 Vision" ha come obiettivo l'eliminazione dal pianeta di ogni arma nucleare entro il 2020, quando ricorrerà il 75° anniversario del bombardamento di Hiroshima e Nagasaki. Le testimonianze dei sopravvissuti dell'olocausto atomico ci ricordano la meta che vogliamo raggiungere: solo quando il mondo avrà abolito le armi atomiche, le vittime potranno riposare in pace.
Alla presenza del Presidente Tadatoshi Akiba, dei Vicepresidenti e di molti Sindaci provenienti da altri paesi del mondo che fanno parte di MAYORS FOR PEACE, ci siamo riuniti a Firenze per discutere il ruolo che le città possono svolgere in difesa della pace e contro i ricorrenti rischi della competizione atomica.
Come membri italiani, confermiamo la volontà di lavorare per allargare la Rete dei MAYORS al maggior numero possibile di Enti locali, per dimostrare che le nostre città hanno a cuore il futuro di tutte le città del mondo. In questo certi di interpretare le aspirazioni e la volontà delle nostre popolazioni.
Esprimiamo solidarietà e amicizia ai Sindaci di Aviano e Ghedi, comuni sul cui territorio si trovano ancora oggi armi nucleari. Ci impegniamo a portare avanti la Campagna "Un futuro senza atomiche", al fine di far dichiarare l'Italia "Paese libero da armi nucleari". Sarà una campagna di popolo che potrà essere di stimolo e di ispirazione anche per le comunità locali degli altri paesi europei, che ancora ospitano armi nucleari.
Tra pochi giorni ricorderemo il 20° anniversario degli accordi del 1987, che portarono allo smantellamento di 3.000 testate atomiche in Europa. Fu l'accordo che più di ogni altro contribuì a porre termine all'equilibrio del terrore negli anni terribili della Guerra Fredda.
Riteniamo che sia nostro dovere completare l'opera, esigendo che anche le ultime bombe atomiche sul territorio di Stati europei non-nucleari siano smantellate, in vista di un continente libero da armi nucleari, come ripetutamente auspicato dal Parlamento Europeo.
Ci impegneremo insieme ad altri sindaci, organizzazioni di società civile e governi nazionali per realizzare un bacino del Mediterraneo libero da armi nucleari, per riaffermare lo spirito di amicizia che ci lega ai Paesi vicini.
L'azione delle amministrazioni locali potrà ridare slancio ai negoziati internazionali e la nostra voce dovrà essere ascoltata dai governi nazionali, affinché il mondo possa finalmente costruire la sua sicurezza su strumenti di dialogo, di politica, di relazioni trasparenti e non su strumenti di morte e di distruzione, sanciti come illegali dalla Corte Internazionale di Giustizia.
PER QUESTE RAGIONI
noi Sindaci e Presidenti di Province membri di MAYORS FOR PEACE
· dichiariamo che "LE CITTÀ NON SONO BERSAGLI!" e chiediamo che le città abbiano pari dignità e diritto di parola nei consessi internazionali dove si discute di disarmo e di "preservare le generazioni future dal flagello della guerra";
· ci impegniamo con ogni nostro mezzo e con le nostre capacità per sostenere il percorso di diplomazia dal basso, per far approvare dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite una Convenzione internazionale per la messa al bando delle armi nucleari;

· ci diamo appuntamento alla riunione del Comitato Preparatorio della VIII Conferenza di Riesame del Trattato di Non Proliferazione, nel maggio 2008 a Ginevra, per presentare agli Stati il piano di MAYORS FOR PEACE per la realizzazione del Decennio del Disarmo, dichiarato dall'ONU per gli anni dal 2010 al 2020.

 


                                                                                                                   MAYOR for PEACE
scheda

"MfP", "Mayors for peace" risulta oggi composta di Primi Cittadini di città di tutto il mondo che hanno formalmente aderito al progetto del 1982.
"Mayors for peace" si incarica di facilitare la collaborazione e il coordinamento tra le città che sostengono il progetto di un'abolizione totale delle armi nucleari. Il suo compito principale è il lavoro, in sede internazionale, atto a costruire una precisa consapevolezza riguardo il pericolo degli armamenti nucleari in vista di un disarmo generalizzato.
"Mayors for peace" è anche formalmente impegnata nel perseguire una duratura pace mondiale con un'opera di denuncia e di intervento in caso di carestie, povertà, accoglienza di rifugiati, abusi nei diritti umani, crimini ecologici e in ogni altro caso che metta in crisi la pacifica coesistenza tra i popoli.
Il 6 luglio 2006, per le celebrazioni del 10° anniversario del parere espresso dalla Corte internazionale di Giustizia circa l'illegittimità dell'uso e della minaccia dell'uso dell'arma nucleare, il vice presidente della Campagna e sindaco di Firenze Leonardo Domenici ha fatto pervenire all'attuale presidente e sindaco di Hiroshima Akiba Tadatoshi una lettera con la quale, insieme a tutti i sindaci italiani, chiede che tutte le armi contemplate nella definizione "Armi di Distruzione di Massa" - nucleari, chimiche e batteriologiche - vengano definitivamente abolite.
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"Mayors for peace": in Italia, il bilancio di un anno (appunti da Susanna Agostini, consigliere comunale in Firenze)
In questo primo anno di vice presidenza MfP, il Sindaco Leonardo Domenici ha dato un forte impulso alla crescita delle adesioni, anche attraverso l'impegno dell'ANCI che lui stesso presiede. Siamo arrivati, in Italia, a 234 città e 3 province che aderiscono alla MfP. Tutti gli 8100 Sindaci Italiani sono informati delle attività nazionali ed internazionali della MfP.

· settembre 2005 - più di 100 Sindaci hanno incontrato a Firenze il Presidente Akiba Tadatoshi. Da allora è fiorito un susseguirsi di attività nei Comuni e nelle Province aderenti.
· iniziative concrete di educazione alla pace come la diffusione, già programmata fino al 2008, della mostra fotografica multimediale itinerante "La lunga ombra del sole di Hiroshima - Immagini per non dimenticare" (vedi foto) prodotta da IPB-Italia. Stimola un importante percorso informativo-educativo sulle armi nucleari e di nuova generazione "mini nukes".
· marzo 2006 - grazie all'iniziativa di IPB-Italia si è realizzata una missione di pace in Iraq. Una lettera del vice presidente Domenici è stata consegnata dal rappresentante della MfP, il Sindaco di Marzabotto Edoardo Masetti. Qui si è avviata una stretta relazione con le più alte istituzioni di quel Paese. Si sta sviluppando una rete di Sindaci Iracheni appartenenti alle tre etnie, sunnita, sciita e curda, iscritti alla MfP.
· maggio 2006 - Rovereto - l'impegno degli Enti Locali per la Pace. Tavola rotonda fra istituzioni italiane ed europee.
· giugno 2006 - Campi Bisenzio (FI) - giornata della Pace. Protagonisti Mfp/IPB-Italia/Fondazione Caponnetto.
· luglio 2006 - Bruxelles - Leonardo Domenici, con una lettera a Akiba Tadatoshi, presente per MfP al 10° anniversario del parere della Corte Internazionale di Giustizia circa l'illegittimità dell'uso e della minaccia dell'arma nucleare, ribadisce il proprio impegno per l'abolizione di tutte le armi di distruzione di massa, nucleari, chimiche e batteriologice a nome dei Sindaci Italiani. Nell'occasione, Akiba Tadatoshi incontra la rappresentante di IPB-Italia, il Sindaco di Pineto Luciano Monticelli e il Governatore di Sulaimanya che presentano un progetto di ricostruzione e di pace per l'Iraq.
· Dana Ahmad Majed Governatore di Sulaimanya (Iraq) ha scritto al Presidente della MfP che il vice presidente Italiano Leonardo Domenici resta l'interlocutore degli iscritti iracheni, grazie al suo impegno contro tutte le armi di distruzione di massa.
· luglio-agosto 2006 - Itinera Bizantino Turcica - missione di pace a carattere sportivo. Gruppo di ciclisti amatoriali guidati da IPB-Italia. Da Istanbul attraverso Bulgaria, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Croazia, fino all'arrivo a Ravenna. In ogni città che attraversa, invita i sindaci ad aderire alla MfP e a firmare una pergamena di pace.
· agosto 2006 "Summit di Pianosa" - incontro preparatorio delle iniziative di ottobre. Sono stati invitati referenti delle Istituzioni Irachene per concretizzare azioni di cooperazione sanitaria e non solo, in particolare nei territori del Kurdistan Iracheno
· ottobre 2006 - appuntamento di sindaci italiani e iracheni MfP, con associazioni, istituzioni e operatori di pace, per l'approfondimento dei contenuti del progetto di ricostruzione e di pace per l'Iraq. Per l'occasione sarà presente la First Lady dell'Iraq Hero Talabani.